giovedì 28 giugno 2007

Generosità

In questi giorni mi sto interrogando molto su cosa sia la generosità, quella vera. Mi è capitato di pensarci perché nei miei viaggi infiniti in metropolitana, capita sempre che sul vagone entri la classica mamma rom con al seguito la bimba o il bimbo, funzionalissimi per impietosire la gente e farsi riempire il bicchiere di plastica della coca di monetine.
Allora mi chiedo: chi è più generoso, la nonnina che quelle monetine gliele da e si lava così la coscienza di donna pia e timorata di Dio o io che cinica e anche piuttosto infastidita, non ci penso minimamente, perché ritengo che quella monetina non faccia altro che accrescere lo sfruttamento dei bambini e un tipo di cultura che non condivido? Cioè, la generosità è tale quando esprimi un gesto che ha un effetto immediato o che risuona nel lungo periodo come un’eco?
Chi è veramente generoso? Chi fa qualcosa per gli altri, in genere. Ok, ma c’è chi fa le cose per gli altri per sentirsi auto gratificato, per compiacersi, per una sorta di esaltazione di sé,parlo delle classiche crocerossine/crocerossini che sembra sempre che debbano salvare il mondo e poi alla fine, sì lo salvano, ma sono loro che ne traggono più beneficio perché si sentono dei gran fighi. Ecco, queste sono le persone che mi stanno più sulle palle…i salvatori della patria…quel genere di persone che ti fanno un favore per poi guardarsi allo specchio e vedere riflessa Madre Teresa di Calcutta….
Però mi chiedo, questo gesto di salvare il mondo alla fine è comunque valido, o è valido solo se è accompagnato da sentimenti puri, cioè spogliato da ogni sorta di autocelebrazione? Ma poi…c’è qualcuno che è in grado di farlo davvero o alla fine siamo tutti un po’ così, chi più chi meno?
Ma soprattutto…queste domande sono banali ed estremamente demagogiche e quindi è il caso che chiuda qui l’argomento per non fare brutta figura o vado avanti con queste seghe esistenziali finchè non arriverò a chiedermi…"chi siamo e cosa ci facciamo qui?”
…..
.....
Chi siamo? Cosa ci facciamo qui?

1 commento:

Unknown ha detto...

In realtà la componente di auto-affermazione e pulizia-della-coscienza credo che sia la componente preponderante, ma non credo che si possa generalizzare. La domanda è: nel momento in cui una persona decide di fare l'elemosina a un mendicante, perchè non lo fa con tutti? perchè privilegi uno? perchè ti sta simpatico? e 50 centesimi o 1 euro sono un contributo sufficiente per ritenere di avere elevato la condizione di quella persona? non sarebbe meglio, se veramente si volesse fare del bene, donare 50 euro?
Anche io sono contrario all'elemosina "low cost"... ogni mattina incrocio un signore senza una gamba in Foro Buonaparte e ogni mattina ci salutiamo e lui mi dice "Ciao ragazzo! Buona giornata!" sebbene non gli abbia mai dato un centesimo... Ho deci so che ogni mattina gli avrei regalato un sorriso, anche se ho i cazzi miei... e così faccio. Le domande a questo punto sono: gli faccio del bene in questo modo? se non ha da mangiare, cosa se ne fa del mio sorriso quotidiano? Non sarebbe più felice se al sorriso aggiungessi del denaro?
Alla fine il discorso è che chi ha davvero bisogno non pretende l'aiuto degli altri... magari lo chiede e se arriva bene... E la pulsione di aiutare gli altri, in qualunque forma, deve nascere dentro di noi ed essere spontanea... Alla fine, un po' di auto-gratificazione fa pure bene... contando che molto spesso le gratificazioni dall'esterno arrivano con il contagocce...