giovedì 28 agosto 2008

Face to face

Beh...non è che sia stata proprio proprio proprio del tutto ferma...diciamo che mi sono spostata...e mi sono spostata...su Facebook!!! Ho trovato i miei compagni delle elementari e delle medie, gli amici del cortile, gli ex colleghi, gente di cui neanche mi ricordavo...
figo! 

Toscane di Toscana

Ho passato le vacanze in Toscana, all'Argentario in agriturismo. Bello è bello, riposo, sole, mare, libri, nanna presto, sagre del coccodrillo nostrano e del cinghiale depilato ogni sera... Bello!
Ma la vera rivelazione della vacanza sono state le amiche toscane. Io non lo sapevo, ma neanche lo sospettavo, ma proprio non me lo aspettavo neanche lontanamente: le toscane sono delle tamarrissime! Ma più tamarre delle tamarre della barona! Ma arrivano ai livelli delle brianzole!Che sono già un livello sotto a quarto oggiaro! Paria! le toscane vanno in spiaggia con lo zoccolo gioiello tacco 10 e camminano sul bagnasciuga sprofondando nella sabbia! ad ogni passo le vedi scomparire sempre di più, sempre di più, ma loro imperterrite vanno avanti...con i polpacci che sembrano il braccio destro di Nadal, alla fine raggiungono la sdraio scavando un cunicolo sotterraneo come talpe. Poi, bando alla ciccia, bikini micro, cellulare all'orecchio e via con la chiacchiera da spiaggia del tipo "Mi sentite tutti o alzo di più la voce?"
E la sera? La sera ovviamente stivali bianchi sotto al ginocchio, tacco a spillo, mini di jeans, come le veline...peccato che oltre i 40 non è che si possa proprio parlare di veline. Camminata sculettante con marito in canottiera al seguito stile Costantino-sgonfio-e-anche-un-po'-depresso che cammina strascicando i sandalini impostigli dalla signora dicendo "ma te guarda come mi tocca conciarmi per tenermi la moglie"...
Belle le toscane, mi hanno dato grandi soddisfazioni.

Arieccomi...

Mesi che non scrivo e in mezzo l'infinito. Cose accadute: miliardi. Alcune piccole, quotidiane, quelle che il mio amore per il dettaglio, per l'osservazione mi facevano raccontare ogni giorno con la mia "sprezzante"-direbbe qualcuno-ironia. Altre gigantesche, immense, quelle che il mio modo di essere me, tiene taciute, al riparo, protette. E guai a chi starnazza!

Mesi volati, passati e trapassati, sovrastati e prosciugati, annegati nel lavoro. Incredibile e lo ripeto: nel lavoro! Che aveva ragione Matteo: è un lavoro che succhia il sangue, come una zanzara. Come uno sciame di zanzare. Ma quando una è un leone, checazzo, è un leone e il prurito risveglia il corpo, solletica la curiosità, richiama all'ordine...Ed eccomi qui, punta sul vivo, viva, io, a riprendermi il mio spazio, la mia voce...quel poco che le tonsille mi consentono...

Ecco il leone zittire il fracasso e riprendere il trono e la sua corona.


A chi è ancora qui a leggermi.... 

...grazie e bentornato.