martedì 11 settembre 2007

Provocazioni barbariche

11 settembre. Chi di noi oggi non ha pensato a quell’11 settembre, il giorno delle invasioni barbariche, del ripensamento storico, il giorno in cui tutte le tv del mondo si sono fermate, forse l’unico giorno in cui la pubblicità non ha interrotto le trasmissioni ogni due per tre, il giorno in cui Mtv Italia ha trasmesso tutto il giorno Imagine di John Lennon e sms di solidarietà, il giorno in cui tutti eravamo incollati a guardare quelle scene da colossal hollywoodiano con la differenza che non si trattava di un film con 10 nominations. E il mondo si è fermato. Finalmente. A pensare.
Forse dovrei scrivere qualcosa su quell’11 settembre. Parole auliche, celebrative, in ricordo delle vittime del terrorismo, dell’odio, di ideali ingiusti e incredibilmente assurdi. Forse qualcuno se le aspetterà, è facile, non ci vuole molto a far commuovere con le parole. Oggi qualcuno rispetterà un minuto di silenzio, ma solo uno però, qualcuno non prenderà la metropolitana, qualcuno guarderà le immagini che sicuramente verranno trasmesse ancora e ancora…
Allora voglio ispirarmi alla sana demagogia e dire una banalità, perché a volte le banalità rispecchiano pensieri semplicemente veri e semplicemente profondi, anche se sono cose dette e ridette e stradette. Non scriverò nulla di commovente su quell’11 settembre, non mi va’…Non mi va’ perché non esiste un 11 settembre dei bambini della Sierra Leone trucidati da altri bambini; non esiste per le favelas, non esiste per i bambini afghani, cambogiani, indiani, per le famiglie armene, iraniane, irachene, africane, russe e per centomila altre persone ridotte a merce, a cose, a oggetti, a puntini nel mondo uniti da un tratto di penna fatto di dimenticanza, di dissolvenza. Nessuno mi parla di quelle tragedie, di quelle vittime, nessuno mi bombarda di informazioni, di immagini, tanto si sa, si conosce il problema, il mondo va’ così. Per la serie A la coscienza viene stimolata, per la serie Z deve attivarsi autonomamente, se sei uno che si informa.
Mi riscopro banale e forse un po’ ignorante. Ma oggi la penso così.

3 commenti:

AleMamy ha detto...

Io quell'11 settembre piangevo disperata perche' NYC e' la mia seconda citta', l'ho amata, la amo e l'amero' sempre.Ho ripensato a quando dalle due torri, dall'ultimo piano ho visto un panorama mozzafiato che mai piu' rivedro'...Dopo esserci stata nel 2003 l'emozione e stata forte fortisima, ma forse per altri motivi...Ho pensato che una guerra non ha mai vincitori, ho pensato che ho messo al mondo due figli (quasi) e so che non mi fidero' mai di mandarli in gita da soli perche' il tuo vicino di casa puo' essere il loro assassino...e forse ho capito perche' quell'11 settembre piangevo..perche' prima non mi ero mai soffermata a vedere lo schifo che c'e' in giro, non piangevo per i morti delle torri, piangevo perche' il mondo cosi' non mi piace, piangevo perche' avevo capito che nella vita non "esiste il pareggio"...

AleMamy ha detto...

..e tanto per rallegrarci un po' oggi e' il mio 11 settembre:
Ore 5.05 maia fa pipi' a letto..il mio..
Ore 12.30 torno da scuola: Io, la mia pancia di5 mesi, Maia, il passeggino e 4 buste della spesa e...ASCENSORE ROTTO...sei piani e dico sei piani con tutta sta roba....che altro accadra' piu'?...Ciao bella.

LaSimo ha detto...

infatti quell'11 settembre ci ha fatto riflettere...fermare a pensare.

cambiando discorso...anche il mio ascensore è rotto!!!