Il mio amore per le borse non è innato….ma è sorto in un momento ben preciso, dopo un colpo di fulmine che mi ha centrata come una tranvata tra capo e collo 8 anni fa.
Mi trovavo a lavorare al call center, tanto per cambiare in un sotterraneo. Erano bei tempi. Io e la Chiara eravamo operatrici telefoniche e ci divertivamo un sacco.
Mi trovavo a lavorare al call center, tanto per cambiare in un sotterraneo. Erano bei tempi. Io e la Chiara eravamo operatrici telefoniche e ci divertivamo un sacco.
Un giorno mentre chiacchieravamo con le cuffie in testa, pronte a rispondere al primo squillo, sento una presenza alle mie spalle, e vedo la Chiara, che in quel momento mi stava parlando, bloccarsi, a bocca aperta, ipnotizzata, con la bava alla bocca… guardo attentamente nel riflesso dei suoi occhiali e la vedo! In tutto il suo splendore! La Chiara riesce a sillabare “come-è-grandeee….”, mi giro…MARONN’!!! Una borsa Gucci gigantesca, non tarocca, bellissima…. "chissà-come-profuma” dico io, e non so cosa avrei dato per sniffarmela un po’….per passarmela sulla pelle come fosse bagnoschiuma, per metterci dentro il pigiama per qualche ora e poi indossarmelo inebriato di quella meraviglia….
La proprietaria era una ragazza danarosissima che faceva la responsabile. Abbiamo studiato mille modi per scipparle la borsa, ma non ce l’abbiamo fatta. C’era il rischio di sciuparla nella colluttazione…nel conflitto a fuoco…centrata da un proiettile, da una coltellata o da una sgagnata (non avevamo molte armi ai tempi)…non sia mai…ci saremmo autodenunciate e date l’egastolo… a lavorare nelle miniere di carbone, piuttosto… e così tutte sconsolate, con il nostro misero stipendiuccio, abbiamo continuato a sognare….e mi sa che ancora non abbiamo smesso del tutto….
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